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Jineteras - Puttane all'Avana

Diario 21/6/2008

          
«Ai tempi di Batista, Cuba era il bordello degli Stati Uniti. Adesso è il bordello del mondo».
(Alejandro Torreguiitart – Cuba particular).

Una citazione dovuta apre il mio commento all’opera di Massimo Campo, perché i nuovi scrittori cubani sanno raccontare bene la vita quotidiana dell’isola caraibica ai tempi del periodo speciale. Il nuovo re barbuto, come lo chiama Campo, mantiene il suo popolo nella miseria più nera, convinto di poterlo dominare con maggiore facilità, perché chi deve risolvere il problema alimentare non ha tempo da dedicare ad altre questioni.

Gordiano Lupi


Massimo Campo (Roma, 1969), si occupa di organizzazione aziendale e tecnologia per multinazionali della comunicazione. Ha vissuto lunghi periodi all’Avana, Francoforte e Tokyo. Ama la prosa cruda, sincera e nuda, di Pedro Juan Gutiérrez, Charles Bukowski, Irvine Welsh. Ha scritto racconti erotici per Eroxè e RossoScarlatto. Ha pubblicato la sua prima raccolta di racconti Jineteras - Puttane all’Avana, per  l'Edizioni Il Foglio.

I cubani sono costretti a ingegnarsi per sopravvivere, scarrozzano turisti, aprono paladares, improvvisano alberghi illegali, vendono rum e sigari contraffatti, soprattutto combinano incontri con turisti affamati di sesso. L’Avana, città decadente e romantica, scrostata da tempo e incuria, percorsa da vento di povertà e cicloni è lo scenario dove inventare ogni giorno un nuovo modo per sopravvivere. Massimo Campo ha pubblicato Jineteras – Puttane all’Avana (Edizioni Il Foglio), una raccolta di racconti che parlano di sesso e incontri tra stranieri e jineteras, descrivono l’arte di arrangiarsi di un popolo stanco ma pieno di voglia di vivere, puntano il dito accusatore contro un regime liberticida. La prosa è cruda, i racconti risultano eccessivi, blasfemi, volgari, ma sono storie sincere, prese dal quotidiano, perché la vita è più cruda di ogni fantasia letteraria. Massimo Campo descrive con dovizia di particolari il meschino inganno perpetrato ai danni di un popolo e realizza un veritiero affresco utilizzando uno stile poco letterario, desunto dal gergo cubano e dalla vita di strada. L’autore è un profondo conoscitore della Cuba più vera, non si lascia irretire da valutazioni ideologiche e racconta le cose che vede tra calle Obispo e il Malecón, come se stesse componendo un malinconico bolero. Il tono di fondo della narrazione è nostalgico, i protagonisti sognano un futuro diverso, ma sono consapevoli che non esistono possibilità di cambiamento. Campo è autore italiano, ma la sua prosa ricorda Pedro Juan Gutiérrez e Charles Bukowski, racconta la vita quotidiana e parla di sesso, perché l’erotismo è un elemento irrinunciabile nell’esistenza di un cubano. La politica fa capolino da certe situazioni e dai ragionamenti dei personaggi, ma non è mai inserita come sovrastruttura del racconto. Fa eccezione il racconto che presentiamo, la stupenda favola della libertà che chiude la raccolta e narra l’esistenza tormentata di Reinaldo Arenas. Una piccola checca contro un re barbuto, costretta a fuggire da un regime barbaro che non ammette opinioni diverse dalla piena glorificazione delle idee rivoluzionarie. Jineteras – Puttane all’Avana è una raccolta di racconti legata da un filo conduttore, così omogenea da sembrare un romanzo ed è un libro utile per la causa della libertà di Cuba. L’autore scrive secondo l’ottica dei più deboli, non giudica ma comprende la vita di chi deve prostituirsi per sopravvivere e coltivare una speranza. Jineteras è una malinconica e struggente raccolta di storie che vede protagonisti i vinti di verghiana memoria. E certi italiani impregnati di ideologia e di menzogne propagandistiche, come sempre, non ci fanno una bella figura…


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Jineteras – Puttana all’Avana è un piccolo omaggio alla straordinaria vitalità e bellezza del popolo cubano

Jineteras – Puttane all’Avana è un piccolo omaggio alla straordinaria vitalità e alla bellezza del popolo cubano. L’idea di scrivere di Cuba è nata durante uno dei miei numerosi viaggi nella Isla Grande e - devo dire - non è certo diminuita con la pubblicazione del libro.

Pur non volendo interessarmi in maniera diretta degli aspetti politici, della storia rivoluzionaria cubana, ho vissuto una esperienza bellissima e sorprendente al tempo stesso. L’isola della musica son, del rum, del tabacco più straordinario, l’isola del mare cristallino, delle donne più belle del mondo, l’isola della poesia guajira di Polo Montañez, è anche un luogo di tirannia e speranza, di utopia e desiderio di cambiamento.

In questo luogo dell’anima i diritti civili sono come sospesi, come annullati dall’utopia imposta dal tentativo di raggiungere un famigerato “bene comune”: concetto tanto vago quanto pericoloso se gestito dalle mani sbagliate.

Ma Cuba è viva, con la musica piena di speranza di Willy Chirino, con la forza della disperazione delle Damas de Blanco, con la straordinaria avventura di Yoani Sánchez e il suo blog scritto dall’Avana contro il regime, contro le comiche bugie di un Fidel Castro sempre più prigioniero della propria vecchiezza e del tramonto delle idee.

Cuba è viva e guarda col sorriso al futuro: con la disperazione dei vinti che sconfitti però, nel profondo, non sono mai.

 

Jineteras – Puttane all’Avana è una raccolta di racconti nati dal dialogo, dallo scambio di pensieri, con le bellissime puttane avanere. Esseri dolci, forti, amari, vivi. Jineteras è un piccolo omaggio, dicevo, alla donne di Cuba, alle femmine più femmine, ai loro cuori color arcobaleno.

 

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